Hai acquistato un integratore per aumentare il testosterone
In uno studio controllato su sollevatori allenati, la dose più alta ha prodotto l’effetto opposto. I ricercatori hanno scoperto che 6 grammi al giorno di acido D‑aspartico (DAA) hanno ridotto sia il testosterone totale sia quello libero, mentre una dose di 3 grammi, quella indicata su molte etichette dei booster, non ha prodotto alcun effetto misurabile.
Se hai digitato su Google termini come "does D‑aspartic acid work", "D‑aspartic acid dosage" o "DAA testosterone booster", questo studio merita un’attenta lettura.
Che cos’è l’acido D‑aspartico e perché è presente nei booster di testosterone?
L’acido D‑aspartico è un amminoacido coinvolto nella segnalazione ormonale. Studi su ratti suggerivano che potesse stimolare il rilascio di ormoni nel cervello e la produzione di testosterone nei testicoli. I produttori di integratori hanno quindi trasformato questi dati animali in campagne pubblicitarie.
Il riferimento umano si basa principalmente su uno studio del 2009 condotto su uomini sedentari (Topo et al.). Quello studio segnalava un aumento di circa il 42 % del testosterone dopo 12 giorni di integrazione con una dose di circa 3,12 g al giorno. Tale risultato ha conferito al DAA la reputazione di “potenziatore naturale di testosterone” e spiega perché molte formulazioni prevedono intorno ai 3 g al giorno.
Tuttavia c’è un elemento mancante. La maggior parte di chi compra DAA non è sedentaria: si allena regolarmente, e ricerche precedenti su uomini allenati alla resistenza avevano già mostrato che non vi era alcun cambiamento significativo nel testosterone. I ricercatori di questo studio si sono quindi chiesti se i sollevatori esperti avessero semplicemente bisogno di una dose più alta.
Lo studio: 24 uomini allenati, 14 giorni, tre gruppi
Melville, Siegler e Marshall hanno condotto una sperimentazione randomizzata, controllata con placebo, pubblicata sul Journal of the International Society of Sports Nutrition nel 2015.
- Partecipanti: 24 uomini con almeno due anni di allenamento di resistenza (età media 24,5 anni, 1RM su panca ≈ 105 kg)
- Gruppi: placebo (6 g di farina), 3 g al giorno di DAA o 6 g al giorno di DAA
- Durata: due settimane di wash‑out, seguite da 14 giorni di integrazione assunta al mattino
- Allenamento: quattro sessioni a settimana per tutta la durata dello studio
- Misure: testosterone totale, estradiolo, SHBG (globulina legante gli ormoni sessuali), albumina e testosterone libero calcolato
Con circa otto uomini per gruppo, si tratta di una prova di dimensioni ridotte; tienilo presente mentre leggi i risultati.
I risultati in parole semplici
6 g al giorno hanno ridotto il testosterone. Il testosterone totale è diminuito in modo significativo nel gruppo dei 6 g (P = 0,03). Anche il testosterone libero, la frazione non legata più disponibile ai tessuti, è calato significativamente rispetto al placebo (P = 0,005).
Un valore p indica quanto sarebbe sorprendente il risultato se l’integratore non avesse alcun effetto. Un p = 0,03 significa che una differenza così grande si potrebbe verificare per caso solo 3 volte su 100; un p = 0,005 corrisponde a circa 5 volte su 1 000. Entrambi i valori sono al di sotto della soglia tradizionale di 0,05, quindi la diminuzione è improbabile sia solo rumore casuale, anche se un campione piccolo può ancora introdurre incertezza.
3 g al giorno non hanno fatto nulla. Il gruppo che ha assunto 3 g non ha mostrato differenze significative rispetto al placebo né per il testosterone totale né per quello libero.
Nient’altro è cambiato. Estradiolo, SHBG e albumina sono rimasti invariati. Neppure il valore di partenza del testosterone ha predetto chi avrebbe risposto (r = 0,10, P = 0,70). Gli uomini con livelli basali più bassi non hanno avuto maggiori probabilità di trarne beneficio.
Perché gli uomini allenati potrebbero rispondere diversamente
- Punto di partenza diverso. Gli uomini sedentari e quelli allenati possono differire nella regolazione dell’asse ipotalamo‑ipofisi‑gonadi; un segnale che stimola un gruppo può essere smorzato o addirittura invertito nell’altro.
- Possibili effetti di retroazione. Forzare un percorso ormonale può innescare risposte compensatorie. Una dose più alta di un amminoacido con proprietà di segnalazione potrebbe attenuare la produzione anziché aumentarla. Si tratta di speculazione, non di conclusioni dimostrate dallo studio.
- L’allenamento è già uno stimolo. Chi si allena quattro giorni a settimana ha già un forte impulso ormonale, lasciando poco margine a un integratore per aggiungere qualcosa.
- Campioni ridotti. Il risultato positivo di studi precedenti e quello negativo del 2015 derivano entrambi da gruppi piccoli; parte della discrepanza può dunque derivare da rumore statistico.
Il follow‑up: tre mesi, nessun vantaggio in forza o muscolo
Il medesimo gruppo di ricerca ha poi condotto uno studio randomizzato di 3 mesi (Melville et al., 2017, PLoS One) su uomini allenati alla resistenza che hanno assunto 6 g al giorno di DAA. L’integratore non ha migliorato né la forza né la crescita muscolare rispetto al placebo. Questo è importante perché lo studio del 2015 misurava solo gli ormoni e dichiarava esplicitamente che l’effetto di un testosterone più basso su forza e ipertrofia fosse sconosciuto. Il trial più lungo non ha trovato alcun beneficio in termini di performance, rendendo difficile sostenere la teoria “più è meglio”.
Limiti
- Gruppi piccoli: circa otto partecipanti per braccio.
- Durata breve: solo 14 giorni.
- Solo ormoni: nessuna misura di forza, dimensione muscolare o performance.
- Prelievi singoli: il testosterone varia di giorno in giorno; una singola misurazione è solo uno “istantaneo”.
- Popolazione specifica: uomini giovani e allenati; i risultati potrebbero non valere per soggetti più anziani o per chi presenta un testosterone clinicamente basso.
Lo studio non dimostra che il DAA sia dannoso a lungo termine, ma mostra che, negli uomini allenati, non vi è alcun segno di aumento e che una dose alta può addirittura produrre l’effetto opposto.
Indicazioni pratiche
- Non dare per scontato che più sia meglio. La dose di 6 g è quella che ha ridotto il testosterone. Raddoppiare la dose indicata sull’etichetta perché “non funziona” è la scelta sbagliata.
- Controlla le etichette. Molti booster di testosterone contengono 3 g o più di DAA per porzione e, spesso, vengono combinati con altri ingredienti, facendo lievitare l’assunzione giornaliera. Fai attenzione alla quantità per porzione e al numero di porzioni che assumi.
- Chi potrebbe ancora provarlo? Sulla base delle evidenze, un sollevatore allenato ha poche ragioni per attendersi un beneficio. Chi è sedentario o ha ricevuto indicazioni da un medico può vedere la cosa diversamente, ma i dati in quel contesto sono limitati. Chi sospetta un basso testosterone dovrebbe fare esami ematici e seguire le indicazioni di un professionista sanitario invece di affidarsi a tentativi con gli integratori.
- Spendi il denaro dove c’è evidenza. Per i risultati di allenamento, la creatina monoidrato ha un supporto molto più solido per forza e massa magra. Un allenamento progressivo costante, un apporto proteico adeguato, calorie sufficienti e un sonno di qualità influenzano l’ambiente ormonale molto più del DAA.
Conclusione
L’acido D‑aspartico funziona per i sollevatori allenati? In questo studio, 3 g al giorno non hanno prodotto effetti e 6 g al giorno hanno ridotto il testosterone totale e quello libero. Un successivo studio di tre mesi non ha mostrato alcun vantaggio in termini di forza o ipertrofia muscolare. Lo studio è piccolo e di breve durata, ma il complesso dei dati attuali non supporta l’uso del DAA come booster di testosterone per chi è già impegnato in allenamento di resistenza.