I vegani hanno assunto creatina per 4 settimane: i salti migliorati, le sprint no
I vegani assumono quasi zero creatina con la dieta, quindi gli integratori dovrebbero avere un effetto più marcato? Uno studio randomizzato, triplo cieco, ha somministrato a 20 vegani attivi 0,1 g/kg/giorno di creatina monoidrato per quattro settimane. Le prestazioni nei salti sono migliorate, così come alcune misure della composizione corporea, ma sprint, forza di presa e trazioni isometriche della coscia non sono cambiate. L’acqua corporea è aumentata di 1,4 kg e lo studio non ha potuto confrontare vegani e onnivori. Ecco cosa mostrano i dati, cosa non mostrano e a chi potrebbe interessare provarla.
Paraxanthina vs caffeina: la combinazione vincente e il salvavita per il sonno
Uno studio su 14 vogatori ha confrontato paraxanthina e caffeina (200 mg ciascuna). La combinazione ha superato il placebo su una prova di 2000 m, ma l’effetto è stato piccolo (d = 0,30). Né la caffeina né la paraxanthina da sole hanno migliorato significativamente le performance, mentre la paraxanthina ha mostrato un impatto meno negativo sul sonno soggettivo. Ecco i dati, i limiti e a chi potrebbe interessare.
Una capsula di funghi ha aumentato il VO2max del 14,8 % — ma c'è un grosso limite
Una capsula di funghi, 40 giorni di assunzione e un incremento del VO2max del 14,8 % suonano quasi troppo belli per essere veri. In un nuovo studio pubblicato su *Antioxidants* 50 giovani atleti maschi hanno assunto 320 mg al giorno di un estratto multi‑funghi ricco di beta‑glucani, passando da 46,26 a 53,12 mL/kg/min. Il problema è che lo studio non prevedeva gruppo placebo, né randomizzazione, né cieco, e gli atleti hanno continuato ad allenarsi. Gli esperimenti cellulari su cardiomiociti di ratto suggeriscono un legame con l'ipossia, ma hanno testato composti singoli, non la capsula. Ecco cosa è stato davvero dimostrato, cosa resta incerto e a chi conviene prestare più attenzione.
Creatina HCl batte il monoidrato nei calciatori — Non buttarla ancora
Un nuovo studio randomizzato su 40 calciatori ha dimostrato che la creatina HCl e l’ethyl‑ester hanno superato la classica monoidrato in salto, sprint, agilità e potenza di picco dopo sole quattro settimane. Tutte le forme di creatina hanno superato il placebo, ma le versioni “di moda” hanno mostrato vantaggi maggiori nelle misure esplosive. Tuttavia, il campione è piccolo (10 atleti per gruppo), le dosi non sono state riportate nell’abstract e i risultati contrastano ricerche precedenti. Ecco cosa ha mostrato lo studio, cosa non ha dimostrato e come interpretarlo.
La sorpresa dell’Ashwagandha: aiuta più l’endurance che la forza
L’Ashwagandha è spesso pubblicizzata come integratore per aumentare forza e massa muscolare, ma una nuova meta‑analisi mette in luce un beneficio diverso. Analizzando 13 studi randomizzati su 599 partecipanti, i ricercatori hanno riscontrato l’effetto più consistente sull’endurance aerobica (g medio = 0,54). I guadagni in forza sono positivi ma incerti, mentre i dati sulla potenza sono scarsi. La fascia di dose più promettente è 500‑600 mg al giorno di estratto, ma l’intervallo di previsione attraversa lo zero, quindi i risultati possono variare.
Ketone IQ ha aumentato i chetoni al Cape Epic, ma non ha prodotto altri benefici
Durante gli otto giorni di Cape Epic i partecipanti hanno assunto Ketone IQ due volte al giorno, raggiungendo circa 1 mM di chetoni nel sangue, ma stanchezza, frequenza cardiaca, tempo di reazione e recupero si sono dimostrati identici a quelli del gruppo placebo. Lo studio in doppio cieco ha testato il R‑1,3‑butanediolo in condizioni di gara reale, non in laboratorio. Gli autori concludono che una chetosi moderata non è stata efficace e avvertono di non confondere il butanediolo con gli esteri di chetoni. Con solo 18 corridori, la ricerca ha limitazioni, ma fornisce un dato importante per chi sta valutando un costoso integratore di chetoni per il recupero.
12 mg di astaxantina per 28 giorni: danno muscolare e burnout nei combattenti
Un nuovo studio randomizzato ha testato 12 mg al giorno di astaxantina su giovani atleti maschi di taekwondo. Dopo 28 giorni, il gruppo che ha assunto il supplemento ha mostrato una traiettoria della creatina chinasi (CK) significativamente diversa rispetto al placebo, oltre a livelli più alti di SOD e segnali esplorativi di minore MDA e minore esaurimento emotivo e fisico. Tuttavia, i risultati sul burnout erano di natura esplorativa, senza interazioni gruppo × tempo su nessuna sottoscheda. Lo studio è piccolo e ha misurato solo biomarcatori, non performance. Ecco cosa dimostrano i dati, cosa non dimostrano e a chi potrebbe interessare.
La caffeina pre‑allenamento irrigidisce le arterie; la polvere di barbabietola la neutralizza
Un nuovo studio crossover randomizzato ha mostrato che una dose di caffeina pari a 6 mg/kg, tipica dei pre‑workout, aumenta i marker di rigidità arteriosa entro 2,5 ore. L’assunzione contemporanea di una polvere di barbabietola contenente 400 mg di nitrati riporta questi marker ai livelli del placebo. Pressione sanguigna e funzione endoteliale non sono cambiati, quindi si tratta di un effetto sottile, non di un allarme. Lo studio, però, ha coinvolto solo 24 giovani adulti sani e una singola dose, lasciando molte incognite sul lungo periodo e su soggetti più anziani o ipertesi. Ecco cosa mostrano i dati, cosa non mostrano, e come interpretarli se usi la caffeina prima di allenarti.
Turkesterone finalmente testato su IGF‑1 negli uomini: i risultati non sono quelli promessi dagli influencer
Un piccolo gruppo di ricercatori dell'Università di Baylor ha somministrato turkesterone a undici giovani uomini, senza riscontrare alcun effetto statisticamente significativo su IGF‑1, sul metabolismo basale a riposo o sui marcatori del metabolismo di grassi e carboidrati. I valori si sono mossi nella direzione auspicata dai marketer, ma non hanno superato la soglia di significatività statistica; in pratica la differenza rispetto al placebo era troppo piccola per poterla escludere come frutto del caso. Questo studio è uno dei primi tentativi di verificare le promesse dei social media.
Tribulus Terrestris deluso nei giocatori di rugby d’élite: studio di 5 settimane
Il Tribulus terrestris è pubblicizzato come potenziatore naturale del testosterone capace di aumentare la massa muscolare in meno di un mese. Per verificare queste affermazioni, dei ricercatori lo hanno testato su giocatori di rugby d’élite in uno studio in doppio cieco. I risultati mostrano che tutti gli atleti sono diventati più forti e hanno guadagnato massa magra, ma il gruppo placebo ha registrato gli stessi miglioramenti. Inoltre, l’integratore non ha modificato il rapporto urinario testosterone/epitestosterone (T/E). Scopri cosa ha rivelato lo studio, i suoi limiti e dove conviene davvero spendere i soldi.
La creatina ha aiutato le donne con ginocchia problematiche a rialzarsi meglio, ma non per i motivi che pensi
La creatina è solita essere proposta ai giovani sollevatori, ma una sperimentazione randomizzata, in doppio cieco, l'ha testata su donne in postmenopausa con osteoartrosi del ginocchio. Dopo 12 settimane di allenamento delle gambe, il punteggio del test di alzata dalla sedia è passato da 15,7 a 18,1 nel gruppo creatina, mentre quello del placebo è rimasto quasi invariato (15,0‑15,2). La creatina ha inoltre migliorato la rigidità, la massa magra e la qualità della vita, ma non ha ridotto il dolore né aumentato la forza massima alla pressa rispetto al placebo. Ecco cosa dicono i numeri e a chi potrebbe davvero giovare.
Il caffè a basse dosi di caffeina non ha migliorato gli sprint degli atleti di élite
Credi che il caffè pre‑allenamento possa darti una marcia in più negli sprint? Un nuovo studio randomizzato, doppio cieco e crossover su 15 atleti di combattimento di livello nazionale non ha riscontrato alcun beneficio di performance con dosi di caffeina di 1,5 e 3 mg/kg, cioè circa 100‑200 mg per un atleta di 68 kg. Potenza di picco, potenza media, indice di affaticamento e persino le stime dei contributi dei sistemi energetici non sono risultati differenti dal decaffeinato. Si tratta comunque di un risultato nullo su un campione ridotto, non di una prova che la caffeina non funzioni, e la maggior parte degli studi positivi utilizza capsule da 3‑6 mg/kg. Di seguito trovi i calcoli delle dosi, le limitazioni e consigli pratici per le prossime sessioni intense.
Questa forma di carnitina incrementa la potenza negli sprint del 15 % e riduce il lattato
Uno studio crossover del 2009 ha mostrato che una singola dose di 4,5 g di glicina propionil‑L‑carnitina (GPLC) ha aumentato la potenza massima e media negli sprint dal 2,6 % al 15 % in cinque prove al massimo sforzo, e ha ridotto il lattato ematico del 16,2 % a 14 minuti dall’esercizio. Il “15 %” è il valore più alto del range, non la media, e lo studio ha coinvolto solo 24 uomini in un unico laboratorio. Questo articolo spiega le differenze tra GPLC, L‑carnitina e ALCAR, la teoria dell’ossido nitrico e chi potrebbe trarne beneficio, oltre a dosaggio, tempistica e limiti delle evidenze disponibili.
Guarana vs caffeina: stessa dose, solo il guarana aumenta la potenza di picco
In uno studio crossover randomizzato su 18 uomini attivi, una dose equivalente a 5 mg/kg di caffeina ha fatto emergere un incremento significativo della potenza di picco solo per il guarana, mentre la caffeina anidra non ha raggiunto la significatività. Il guarana non ha però superato la caffeina in modo statistico; le differenze tra i due integratori sono rimaste marginali. Ecco i risultati, i limiti dello studio e i consigli pratici per dosare il guarana in base al contenuto di caffeina.
Shilajit Testato: Il “catrame di montagna” può davvero aumentare il testosterone?
Lo Shilajit, il “catrame di montagna” himalayano pubblicizzato come stimolatore naturale del testosterone, è stato testato in uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo. In uomini di età compresa tra 45 e 55 anni, 250 mg di Shilajit purificato due volte al giorno per 90 giorni hanno aumentato in modo significativo il testosterone totale, quello libero e il DHEAS rispetto al placebo, mentre LH e FSH sono rimasti stabili. I risultati sono incoraggianti ma modesti, limitati a una fascia d’età media e si basano solo su livelli ormonali, non su performance in palestra. Ecco cosa dimostra la ricerca, cosa non dimostra, e perché è fondamentale controllare la purezza e i test sui metalli pesanti quando si acquista il prodotto.
Rhodiola Rosea: un pre‑allenamento senza stimolanti per il cardio intenso?
Uno studio crossover del 2013 ha mostrato che una singola dose di 3 mg/kg di *Rhodiola rosea*, assunta un’ora prima di una prova di 6 miglia in bicicletta, ha ridotto il tempo di arrivo da 25,8 a 25,4 minuti. La frequenza cardiaca durante il riscaldamento è scesa da 140 a 136 bpm e la percezione dello sforzo è passata da 6,6 a 6,0. Il guadagno è piccolo, circa l’1,5 %, ed è basato su soli 18 soggetti, quindi non è un miracolo. Tuttavia, la riduzione della percezione di fatica rende questa opzione senza stimolanti interessante per gli atleti di resistenza. Ecco cosa dicono i dati e come provarla in modo sensato.
Creatina e perdita di capelli: l’aumento del DHT del 56 % spiegato
Uno studio del 2009 ha evidenziato che un periodo di carico di creatina di 7 giorni a 25 g al giorno ha aumentato il DHT del 56 %, con livelli ancora circa il 40 % più alti durante la fase di mantenimento a 5 g al giorno, mentre il testosterone è rimasto stabile. Poiché il DHT è legato alla calvizie maschile, questo dato ha alimentato il dibattito sulla creatina e la perdita di capelli. Tuttavia, lo studio ha coinvolto solo 20 rugbisti, è durato tre settimane e non ha mai misurato i capelli. Ricerche successive non hanno replicato costantemente l’aumento del DHT. Ecco cosa mostra davvero la ricerca, a chi può interessare e come comportarsi se sei preoccupato.
ZMA per il testosterone? 8 settimane su sollevatori non hanno trovato nulla
Lo ZMA è diventato famoso grazie a proclami audaci sul testosterone, a un legame con lo scandalo BALCO e a uno studio precoce sul football universitario che pareva promettere grandi miglioramenti. Poi i ricercatori hanno messo alla prova la teoria con 42 uomini allenati, in uno studio doppio cieco della durata di otto settimane. I livelli sierici di zinco sono aumentati dell'11‑17 %, ma senza significato statistico, e non c’è stata alcuna differenza su ormoni, forza, composizione corporea, resistenza o potenza anaerobica rispetto al placebo. Ecco cosa ha mostrato realmente lo studio, perché una carenza resta una questione a sé e cosa dovrebbero fare gli appassionati di sollevamento.
Creatina etil‑ester vs monoidrato: la formula costosa è da dimenticare
I produttori di integratori adorano promuovere la “creatina avanzata” come più facilmente assorbibile rispetto alla formula tradizionale. Uno studio in doppio cieco del 2009 ha confrontato la creatina etil‑ester con il monoidrato e con un placebo su 30 uomini non allenati, sottoposti a sette settimane di intenso allenamento. Il CEE ha mostrato livelli più bassi di creatina nel siero e un marcato aumento della creatinina, indice di rapida degradazione. La concentrazione di creatina muscolare è aumentata in entrambi i gruppi di integrazione, ma forza, potenza e composizione corporea non sono variate tra i gruppi. Conclusione: ignora le formulazioni premium e resta sulla semplicità.
3 g di Arginina + 500 mg di Vitamina C: il testosterone aumenta del 26 % nei sollevatori
Per anni l’arginina è stata liquidata come un esaltatore di ossido nitrico sopravvalutato, ma un nuovo studio randomizzato introduce una svolta: abbinarla alla vitamina C. In 50 bodybuilder maschi, 3 g di arginina (divisi in tre dosi) più 500 mg di vitamina C per 45 giorni hanno aumentato in maniera significativa testosterone e VO2max rispetto al placebo, mentre il grasso corporeo è diminuito. Ormone della crescita, cortisolo e bilancio azotato non sono cambiati in modo significativo tra i gruppi. È una combinazione economica da tenere d’occhio, ma proviene da un unico piccolo studio e un testosterone più alto non garantisce più muscoli.
Il fucoidano estratto dalle alghe potenzia la forza di presa negli over 60 in 12 settimane
Perdere forza con l’età è una trasformazione comune ma poco discussa; l’allenamento con i pesi, però, non è alla portata di tutti. Uno studio randomizzato di 12 settimane ha mostrato che un fucoidano a bassa massa molecolare, assunto a 1 650 mg al giorno, aumenta significativamente la forza di presa e la distanza percorsa nel test della camminata di sei minuti negli adulti sopra i 60 anni. Sorprendentemente la massa muscolare non è cambiata, e l’aggiunta di BCAA e vitamina D non ha fornito benefici aggiuntivi.
1 g al giorno di quercetina prima dei curl eccentrici: il twist sull'IGF
Cosa succede se si assumono 1 g al giorno di quercetina per 14 giorni prima di sottoporre i bicipiti a un lavoro eccentrico? In uno studio piccolo, controllato con placebo e crossover, i marcatori di danno muscolare (CK, LDH, mioglobina) e l’IL‑6 sono diminuiti, mentre la risposta dell’IGF‑I è aumentata e il picco dell’IGF‑II è comparso giorni prima del solito. Con solo dodici partecipanti e senza dati sull’ipertrofia, si tratta di un segnale promettente per il recupero, non di una garanzia di crescita muscolare.
Citrullina Malato vs L‑citrullina: il malato è davvero importante?
Citrullina malato o pura L‑citrullina? Un nuovo studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e crossover su 43 adulti allenati ha confrontato entrambe le forme con il placebo, e i risultati potrebbero farti risparmiare. Nessuna delle due ha migliorato forza, potenza, salto, numero di ripetizioni né la percezione dello sforzo, e il malato non ha aggiunto nulla rispetto alla stessa dose di citrullina. Scopri cosa è stato misurato, le dosi impiegate e le limitazioni che impediscono di trarre conclusioni definitive. Se devi decidere cosa mettere nel tuo shaker, parti da qui.
750 mg di PA aumentano la massa magra del 2,6 % in 8 settimane – ma c’è un aggancio
Un piccolo studio ha scoperto che uomini allenati che hanno assunto 750 mg di acido fosfatidico al giorno hanno guadagnato il 2,6 % di massa magra in otto settimane, mentre il gruppo placebo ha accumulato solo lo 0,1 %. La forza nello squat è aumentata maggiormente con il PA (12,7 % contro 9,3 %). Tuttavia, l'analisi convenzionale degli autori non ha rilevato differenze significative. Le loro conclusioni si basano su un metodo statistico più permissivo e su un campione di soli 16 uomini. Ecco il dosaggio, i risultati e perché questo studio pilota è più un segnale promettente che una prova definitiva.