Dr. Gymbro
A wide, softly lit bedroom scene at dusk, styled like a modern editorial photograph. In the foreground, a rumpled bed with textured oatmeal linen sheets and a single dented pillow sits beside a light oak nightstand. On the nightstand is a tall glass of creamy, milky white protein shake, a small wooden scoop and a matte ceramic tub with no readable label, beside a minimalist analog alarm clock. The clock's hands show a late hour, and it casts a faint shadow on the wall. A pair of clean white running shoes rests on the floor by the bed. A folded gray athletic hoodie lies at the foot of the bed, suggesting an athlete's lifestyle.

Warm amber light from a bedside lamp mixes with cool blue-gray twilight from a tall window with sheer curtains. The glow lands on the glass and gives the milky surface a soft sheen. Through the window, a muted city skyline fades into evening haze.

The palette is calm and sophisticated: warm cream, soft sage green, dusty blue, and a touch of terracotta from a small ceramic vase holding dried pampas grass. The composition follows the rule of thirds, with the glass and clock in the right third and open negative space on the left for headline text. Shallow depth of field keeps the glass and clock crisp while the background blurs gently.

The mood is quiet, slightly restless, and thoughtful, hinting at a night that does not go as planned. A subtle detail, a half-drawn curtain letting in a thin stripe of light across the rumpled sheets, suggests interrupted sleep. The look is clean, contemporary, and magazine-quality, with fine film grain, natural tones, and soft shadows, like a lifestyle wellness journal cover. No people, no text, no futuristic elements.
Recovery

La “proteina del sonno” che ha aumentato i risvegli nei soggetti con disturbi del sonno

Dr. Gymbro · · 5 min read

Hai già sentito dire che una frazione del siero ricca di triptofano, assunta prima di coricarsi, dovrebbe aiutarti ad addormentarti, a dormire più profondamente e a svegliarti pronto a dare il meglio. Si chiama alfa‑lattalbumina (ALAC) e viene venduta come la “proteina del sonno”. Un trial randomizzato del 2025 pubblicato su Nutrients l’ha messa alla prova su chi dovrebbe trarne i maggiori benefici, ossia gli atleti con sonno scarso. Il risultato non corrisponde a quanto promette il marketing.

Cosa ha realmente fatto lo studio

I ricercatori guidati da Barnard, insieme a Roberts, Lastella, Aisbett e Condo, hanno condotto uno studio doppio cieco, randomizzato, crossover. Ogni partecipante ha provato sia ALAC sia il placebo, così da fungere da proprio controllo.

  • Chi: 24 sportivi con veri problemi di sonno. Il loro punteggio medio al Athlete Sleep Screening Questionnaire era 8,6 e al Pittsburgh Sleep Quality Index 10,0. Un PSQI > 5 indica sonno di scarsa qualità, quindi non erano semplici volontari che pensavano di poter dormire meglio.
  • Dosaggio e tempistica: 40 g di ALAC o di placebo, assunti 2 ore prima di coricarsi per 7 notti consecutive.
  • Contesto: i partecipanti hanno dormito a casa, non in laboratorio, e il sonno è stato monitorato con actigrafia (sensore di movimento al polso).
  • Test di performance: al termine della settimana di integrazione gli atleti hanno svolto, in sequenza standardizzata e condizioni controllate, un salto controbilanciato (countermovement jump), il Yo‑Yo Intermittent Recovery Test – Livello 1 e un test di tempo di reazione.

Il design è importante perché studi precedenti suggerivano che una supplementazione acuta di ALAC potesse migliorare sonno e performance negli atleti. Questo studio ha verificato se un’assunzione notturna per una settimana in condizioni quotidiane producesse lo stesso effetto.

Cosa ha scoperto: i dati

Il risultato principale è che la “proteina del sonno” non ha migliorato né il sonno né la performance. In alcuni parametri è andata leggermente peggio.

  • Più risvegli: il numero di risvegli misurati oggettivamente è passato da 10,25 ± 5,28 con il placebo a 11,01 ± 5,79 con ALAC (p = 0,031), cioè circa tre‑quarti di risveglio in più per notte.
  • Altezza del salto più bassa: l’altezza media del salto controbilanciato è scesa da 28,58 ± 5,53 cm a 27,68 ± 5,14 cm (p = 0,037), quasi 1 cm in meno.
  • Peggiori autovalutazioni serali: le capacità fisiche e mentali percepite la sera sono diminuite (p < 0,001).
  • Un punto positivo: gli stati emotivi negativi serali si sono ridotti (p = 0,001).

Gli autori concludono che sette giorni di ALAC non migliorano né il sonno né le prestazioni fisiche di atleti con difficoltà di sonno da lieve a moderata. L’abstract mette in evidenza solo la variazione dell’altezza del salto, senza differenze negli altri test di performance.

Perché questo sfata il mito della “proteina del sonno”

La storia del triptofano è affascinante: è precursore di serotonina e melatonina; ALAC ne è una fonte ricca, quindi ci si aspetta che un suo aumento possa favorire il sonno. Una plausibilità biologica, tuttavia, non garantisce un risultato reale.

Il contrasto con i risultati acuti è la parte più interessante. Studi a breve termine suggerivano benefici, ma quando ALAC è stata assunta ogni sera a casa per una settimana da persone che faticano davvero a dormire, il vantaggio non è comparso. I cambiamenti misurati sono andati nella direzione opposta: più risvegli, salto più basso e valutazioni serali peggiori.

È opportuno fare qualche osservazione cauta. Le differenze sono piccole e “un po’ peggio” non equivale a “dannoso”. Tuttavia, un prodotto pubblicizzato per migliorare il sonno dovrebbe almeno non frammentarlo.

Il rovescio della medaglia: limiti dello studio

Prima di scartare del tutto l’ALAC, tieni presente cosa questo studio non può dirci.

  • Campione piccolo: con 24 partecipanti è difficile individuare effetti sottili in una direzione o nell’altra. I p‑value significativi sono modesti e l’abstract non specifica se siano state applicate correzioni per il test di più variabili.
  • Problemi di sonno da lieve a moderata: gli autori suggeriscono di valutare in futuro soggetti con difficoltà più gravi, che potrebbero rispondere diversamente.
  • Durata breve: sette notti potrebbero non bastare a mostrare un beneficio che si accumula col tempo.
  • Nessun dato sull’architettura del sonno: l’actigrafia stima il sonno dal movimento, ma non distingue le fasi (sonno profondo, REM). Qualsiasi effetto su queste fasi è rimasto non misurato.
  • Dose elevata: 40 g rappresentano una porzione consistente; i risultati sono validi per quella dose e tempistica, non necessariamente per dosi minori.
  • Umore vs sonno: la riduzione dell’umore negativo è reale, ma non è stata accompagnata da un miglioramento del sonno o della performance.

Una ricerca successiva pubblicata nel Nutrition Journal (2026) ha esaminato l’interazione di ALAC pre‑sonno con altre proteine nella dieta di atleti con difficoltà di sonno, suggerendo che la questione di quando e con che ALAC possa funzionare sia ancora aperta.

Come usare queste informazioni

  • Dose e tempistica testate: 40 g, 2 ore prima di coricarsi, per 7 notti. Questo protocollo non ha migliorato né sonno né performance in questo gruppo.
  • Forma: ALAC, la frazione del siero ricca di triptofano, fornita come integratore e non come siero normale o alimento.
  • Chi potrebbe ancora sperimentare: atleti curiosi, senza preoccupazioni di sicurezza, disposti a considerarlo come una prova personale a basso rischio. Se lo fai, registra il tuo sonno e le prestazioni mattutine invece di affidarti all’etichetta.
  • Chi dovrebbe probabilmente evitarlo:
    • Atleti con problemi di sonno nella speranza di risolverli con questo integratore (lo studio non ha mostrato benefici).
    • Chi ha una prova di performance importante il giorno successivo, vista la lieve diminuzione dell’altezza del salto.
    • Chi si sveglia già spesso durante la notte, dato il piccolo incremento dei risvegli.

La lezione più ampia è generica: i problemi di sonno persistenti rispondono più facilmente a cambiamenti di base – orari regolari, ambiente di sonno ottimale, gestione dell’allenamento e della caffeina – o a una valutazione professionale, piuttosto che a un singolo integratore. Non contare su una polvere per risolvere tutto.

Conclusione

Negli atleti con difficoltà di sonno, una settimana di 40 g di ALAC prima di coricarsi non ha migliorato né sonno né performance. Ha leggermente aumentato i risvegli, ridotto l’altezza del salto e peggiorato le autovalutazioni serali, ma ha diminuito l’umore negativo la sera. La “proteina del sonno” potrebbe avere un ruolo in altre popolazioni o con protocolli diversi, ma per gli atleti che dormono poco questo studio fornisce pochi motivi per acquistare il prodotto.

Original study

Read the original research on pubmed.ncbi.nlm.nih.gov →

This article summarizes published research for general information. It is not medical advice.

DG

Written by

Dr. Gymbro

Dr. Gymbro writes for Dr. Gymbro: science-backed fitness, nutrition & performance.

Related Articles

A wide, softly lit editorial still life on a pale warm-gray concrete surface, shot from a slightly elevated three-quarter angle. In the center-left, two matte ceramic scoops sit side by side. One holds fine ivory whey powder, the other holds slightly coarser, pale golden collagen peptide powder. A small, elegant dusting of both powders spills between them and blends into a soft swirl. Behind them, three minimalist cream and sage-green supplement tubs with no legible text stand in a staggered row, with a frosted glass shaker bottle of creamy liquid beside them.

On the right, a brushed-steel barbell plate and a compact chalk-dusted kettlebell rest slightly out of focus, suggesting resistance training. Pale wisps of chalk hang in the air. A folded charcoal gym towel and a pair of worn leather lifting straps lie in the foreground. A single cross-section of a clean white bone model, a stylized vertebra, rests on a small oak block at the far right. It subtly signals the bone-density theme without looking clinical.

Natural window light enters from the left, casting long, gentle shadows and a warm highlight on the powders. The palette is muted and modern: oatmeal, bone white, sage green, soft charcoal, and touches of warm amber. Shallow depth of field keeps the scoops tack-sharp and melts the background into creamy blur. Leave generous negative space in the upper right for headline overlay. The overall feel is a premium health and science journal cover: clean, tactile, minimalist, with fine film-like grain and a calm, editorial mood.
nutrition

Whey + Collagene batte sia il whey che il collagene da soli nei sollevatori — ma con dei rischi

BY DR. GYMBRO ·

Mescolare 30 g di whey con 10 g di collagene ha superato whey da solo, collagene da solo e placebo in tutti i parametri in una nuova prova otto‑settimane su uomini allenati alla resistenza. Lo stack ha aggiunto 2,66 kg di massa muscolare (misurata con BIA), ha aumentato la densità minerale ossea della colonna lombare e ha migliorato squat, panca e i marcatori di turnover osseo. Il collagene da solo ha influenzato l'osso, mentre il whey ha spinto il muscolo. Con solo 40 partecipanti, apporto proteico non equilibrato e un inaspettato balzo della BMD, c'è però un margine di incertezza. Ecco cosa ha vinto lo stack, a chi può interessare e a chi conviene evitarlo.

A bright, minimalist editorial still life on a pale oak table, shot from a slightly elevated three-quarter angle in soft natural window light. On the left sits a rustic ceramic bowl of uncooked short-grain white rice, with a few grains scattered across the wood. Beside it is a matte cream-colored shaker bottle. On the right is a small glass bowl of fine ivory whey powder with a wooden scoop resting in it, and a small pitcher of milk behind it. Two identical tall glasses of creamy, lightly frothed shake stand side by side in the center, one a touch warmer beige and the other a soft white. They suggest equal outcomes without any text or labels. A pair of worn black neoprene-coated dumbbells and a folded sage-green gym towel sit slightly out of focus in the background. A sprig of green rice stalks in a slim vase adds a fresh, natural accent.

The palette is warm neutrals: cream, oatmeal, soft sage, and muted terracotta, with gentle shadows and a shallow depth of field. The surface has subtle grain, and fine powder dust is caught in the light. The composition is clean and balanced, with generous negative space on the upper right for a headline overlay. The mood is calm, modern, and health-forward, like a contemporary nutrition magazine or wellness journal. Photorealistic, crisp detail, creamy bokeh, and a gentle matte film-like finish.
nutrition

48 g di Proteine di Riso e Whey per Muscolo e Forza in 8 Settimane

BY DR. GYMBRO ·

Molti credono che le proteine vegetali siano inferiori al siero di latte, ma uno studio del 2013 su uomini allenati ha dimostrato il contrario quando si assume una dose molto elevata. In 24 soggetti allenati alla resistenza, 48 g di isolato di proteine di riso assunti dopo l’allenamento hanno prodotto gli stessi guadagni in massa magra, spessore muscolare, forza e potenza di 48 g di isolato di whey in otto settimane. Perché il riso è riuscito a stare al pari? Probabilmente la grande dose ha colmato il divario di leucina. Di seguito trovi i risultati, i limiti dello studio e come gli sportivi vegani o intolleranti al lattosio possano sfruttarlo.

A wide, editorial-style still life photographed in soft natural window light, set on a pale oak gym bench or light wooden table. In the foreground, a matte ceramic scoop rests in a small mound of fine white creatine powder, with a few loose grains scattered across the surface. Next to it sits a minimalist frosted glass jar with a plain unbranded label. Beside the jar is a clear glass of water with delicate condensation. A pair of worn chalk-dusted hands is out of focus in the background, wrapping a lifting strap around a barbell. The barbell is a brushed steel bar with a few muted sage-green and warm gray bumper plates.

On the right side of the frame, a small stack of three different supplement capsules and tablets in neutral cream, terracotta, and soft blue sits next to a single clean white scoop of powder. This subtly contrasts the "stack" with the "plain" option. A folded linen towel in oatmeal beige drapes over the end of the bench. A small leather-bound notebook lies open, with a simple hand-drawn line graph showing two lines, one rising steadily and one flat, in pencil.

The background is softly blurred and shows a bright, airy, modern home gym with large windows, pale plaster walls, and a few green plants. Warm morning sunlight casts long, gentle shadows diagonally across the scene. The color palette is muted and sophisticated: cream, warm white, sage green, soft terracotta, and charcoal accents. Shallow depth of field with a crisp focus on the powder and scoop. Generous negative space on the left third for headline overlay. The mood is calm, thoughtful, and trustworthy, like a high-end health and science magazine cover, with subtle film grain and natural textures. No text, no logos, no futuristic elements.
nutrition

Uno stack di creatina aumenta la massa muscolare nei principianti, ma non la forza. Perché?

BY DR. GYMBRO ·

Un nuovo studio randomizzato ha somministrato a dei neofiti del sollevamento un blend a base di creatina per quattro settimane, osservando un aumento della massa muscolare, un miglior rapporto testosterone‑cortisolo e una più rapida capacità di recupero. Tuttavia, la forza nella pressa per le gambe (1RM) non è migliorata rispetto al placebo. Le possibili spiegazioni includono i rapidi guadagni neurali tipici dei principianti, la breve durata dello studio e la ritenzione idrica iniziale. I marcatori renali sono rimasti nella norma, ma lo studio è piccolo, maschile, finanziato dall'industria e non ne dettaglia la formula completa. Per i nuovi sollevatori, la scelta più sicura, basata sull'evidenza, rimane la semplice creatina monoidrata.

A landscape editorial still life shot from slightly above on a pale oat-colored linen surface, lit by soft morning window light with gentle long shadows. On the left, in warm golden sunlight, sits a small ceramic bowl of dried ashwagandha root pieces and a scatter of fine tan powder. Beside it are a few rough, rosy-gold slices of Rhodiola rosea root and a sprig of tiny succulent-like green leaves with yellow blossoms. A matte sand-colored stoneware mug of steaming tea and a simple glass of water stand nearby. A small amber glass bottle with a minimal unbranded label tips out two capsules.

The right side of the frame is cooler and bluer, as if dusk is arriving. It holds a muted indigo ceramic dish with a few pale capsules, a small bundle of dried chamomile flowers (the source of apigenin), and a few green tea leaves. A slim, unlit beeswax candle and a folded charcoal wool blanket suggest evening. The warm and cool halves meet softly in the center, where a rumpled white cotton napkin sits beneath a small brass spoon.

In the background, out of focus, a wooden shelf holds a worn paperback, a small potted plant, and the edge of a kettlebell in matte black, hinting at an active lifestyle. Subtle film grain, shallow depth of field, and a muted palette of cream, terracotta, sage green, and deep indigo give it a clean, modern wellness-magazine feel. Leave generous negative space in the upper third for a headline overlay. No text, no logos, no people.
recovery

Ashwagandha e Rhodiola funzionano: lo stack serale per il sonno è inefficace

BY DR. GYMBRO ·

Un nuovo studio a quattro bracci scuote il mondo degli integratori “stackati”. Su 103 adulti sani e attivi, una combinazione mattutina di 600 mg di ashwagandha e 300 mg di Rhodiola rosea è risultata associata a una minore percezione di stress, a una qualità del sonno più alta e a un umore migliorato. Lo “stack” serale più diffuso – magnesio L‑treonato, L‑teanina e apigenina – non ha portato alcun beneficio, e l’assunzione di entrambi gli stack ha persino peggiorato l’affetto positivo. Di seguito i risultati dello studio, i motivi per cui vanno interpretati con cautela (solo due settimane, gruppi piccoli) e come gli sportivi potrebbero impiegarli.

This page is available in