Ecdisterone, l’anabolico degli spinaci: 46 uomini, 10 settimane, si consiglia il divieto
Se hai cercato su Google la turkesterone, probabilmente ti sei imbattuto nel suo cugino più studiato: ecdisterone. Si tratta di un ormone steroideo di origine vegetale che si trova in alimenti come gli spinaci. I ricercatori che lo hanno testato in una prova di 10 settimane sono stati finanziati dalla World Anti‑Doping Agency (WADA) e hanno concluso che dovrebbe essere bandito.
È un appoggio insolito per un integratore “naturale”. Ecco cosa ha scoperto lo studio, cosa non ha dimostrato e che cosa significa per te.
Che cosa ha fatto lo studio
Il lavoro è intitolato Ecdysteroids as non‑conventional anabolic agent: performance enhancement by ecdysterone supplementation in humans (Isenmann E, Ambrosio G, Joseph JF, Mazzarino M, de la Torre X, Zimmer P, Kazlauskas R, Goebel C, Botrè F, Diel P e Parr MK). È stato pubblicato su Archives of Toxicology nel 2019 (93(7):1807‑1816) ed è indicizzato su PubMed.
Il disegno era semplice:
- 46 giovani uomini hanno completato un programma di allenamento di forza della durata di 10 settimane.
- I partecipanti hanno ricevuto dosi diverse di integratori a base di ecdisterone, confrontate con un gruppo di controllo.
- Sono stati analizzati sangue e urine per rilevare l’ecdisterone e potenziali biomarcatori di potenziamento delle prestazioni.
- Il team ha effettuato uno screening per sostanze dopanti proibite, così da attribuire gli effetti all’ecdisterone e non a un farmaco nascosto.
- L’integratore è stato testato in anticipo per verificare l’assenza di contaminanti steroidei anabolizzanti.
I controlli di contaminazione sono fondamentali. Spesso le sperimentazioni sugli integratori sono indebolite da prodotti etichettati in modo errato o adulterati; in questo caso sono stati fatti passi concreti per escludere tale possibilità.
I risultati: cosa dicono i numeri
L’abstract riporta due risultati principali:
- Massa muscolare – I partecipanti trattati con ecdisterone hanno mostrato incrementi significativamente più alti di massa muscolare rispetto al gruppo di controllo.
- Forza – Hanno anche registrato aumenti significativamente più marcati del massimale di panca (1RM).
Gli autori hanno osservato lo stesso effetto ipertrofico in vitro, sui miotubi C2C12 (un modello di cellule muscolari murine). Per quanto riguarda la sicurezza, non è stato riscontrato aumento dei biomarcatori di tossicità epatica o renale.
L’abstract non fornisce le percentuali precise dei guadagni né le dosi in milligrammi, quindi non le indicheremo. Ciò che emerge è chiaro: più muscolo e una panca più forte nei gruppi che hanno assunto ecdisterone per 10 settimane.
Perché può funzionare (non è testosterone)
Gli autori citano studi recenti che suggeriscono che l’effetto anabolico dell’ecdisterone è mediato dal legame al recettore estrogenico (ER), in particolare all’ER‑β, piuttosto che al recettore androgeno. Questa distinzione è il motivo per cui viene commercializzato come composto simile a uno steroide ma senza l’onere androgenico tipico.
Lo stesso articolo segnala che in uno studio recente su ratti, l’ecdisterone si è dimostrato addirittura più efficace di agenti anabolizzanti proibiti come il metandienone. Si tratta di dati animali, non di una prova di pari potenza nell’uomo, ma aiuta a capire perché gli organismi anti‑doping hanno preso nota.
Perché i ricercatori finanziati dal WADA chiedono il divieto
Questo trial è stato finanziato dal WADA (grant 15C18MP). Gli autori affermano che i loro risultati "suggeriscono fortemente" di inserire l’ecdisterone nella lista delle sostanze proibite sotto la classe S1.2, “altri agenti anabolizzanti”.
Questa raccomandazione è il punto centrale per gli atleti competitivi. I ricercatori non lo definiscono un fallimento; sostengono semplicemente che funziona abbastanza da essere considerato un potenziamento delle prestazioni.
Turkesterone e il boom dei fitoecdisteroidi
Chi cerca la turkesterone sta indagando la stessa famiglia di composti, i fitoecdisteroidi, presenti in piante come gli spinaci, Cyanotis e Ajuga. L’ecdisterone è il composto principale in molti prodotti di questa tipologia. La turkesterone è una molecola correlata, e questo studio ha testato integratori contenenti ecdisterone, non turkesterone. Non dare per scontato che i risultati si trasferiscano automaticamente a ogni prodotto etichettato “ecdisteroide”.
Limiti da tenere a mente
- Studio unico e relativamente piccolo. Quarantasei uomini rappresentano un campione modesto; un solo studio non costituisce un consenso.
- Solo uomini giovani. I risultati non dicono nulla su donne, atleti più anziani o élite.
- Dosaggio ancora incerto. Lo studio ha testato diverse dosi, ma la dose efficace per l’uomo non è stata definita.
- Durata breve. Dieci settimane non sono sufficienti a dedurre la sicurezza a lungo termine; "nessun aumento dei biomarcatori" non equivale a sicurezza cronica.
- I dati in vitro sono di supporto, non conclusivi. L’esperimento sui C2C12 è un modello di laboratorio.
- Contesto di finanziamento. Lo sponsor è un organismo anti‑doping. Questo non è di per sé un difetto, ma le conclusioni sono inquadrate in una prospettiva di politica antidoping.
Indicazioni pratiche
Dose e tempistica: L’articolo non fornisce una dose umana consolidata nell’abstract, quindi non possiamo indovinarla. Lo studio ha previsto un protocollo di 10 settimane con integrazione concomitante all’allenamento; quindi, qualsiasi beneficio realistico richiede un impegno costante per settimane, non una soluzione rapida. La potenza del prodotto varia molto, perciò le affermazioni sull’etichetta meritano scetticismo.
Chi potrebbe interessarsi: Atleti amatoriali, non testati, che si allenano intensamente, assumono proteine e calorie adeguate, dormono bene e sono curiosi di una opzione di origine vegetale con dati umani preliminari.
Chi dovrebbe evitarlo:
- Atleti sottoposti a test antidoping. Gli autori raccomandano il divieto, quindi il rischio di future sanzioni è reale. Controlla le regole della tua federazione e considera l’ecdisterone ad alto rischio finché non ci saranno indicazioni contrarie.
- Persone con condizioni sensibili agli ormoni, poiché il meccanismo proposto coinvolge i recettori estrogenici. Consulta un medico prima di usarlo.
- Donne in gravidanza o soggetti con patologie epatiche o renali.
- Chi vuole risultati provati. Uno studio è promettente, ma non definitivo.
Conclusione
L’ecdisterone è passato da un composto di nicchia “dello spinacio” a un integratore che i ricercatori anti‑doping considerano sufficientemente potente da volerne bandire l’utilizzo. In una prova di 10 settimane su 46 uomini è stato associato a maggiori guadagni muscolari e a un 1RM di panca più alto, senza aumenti dei marcatori di tossicità epatica o renale. Tuttavia, si tratta di uno studio unico, piccolo, con dose non fissata e con un quadro a lungo termine ancora incerto. Consideralo un primo segnale interessante e sii particolarmente cauto se pratichi sport soggetti a test antidoping.
Fonte: Isenmann E, et al. Ecdysteroids as non‑conventional anabolic agent: performance enhancement by ecdysterone supplementation in humans. Archives of Toxicology. 2019;93(7):1807‑1816. doi:10.1007/s00204-019-02490-x. PubMed.